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Il tuo Spark, dal browser.

Organizza tutti i preset che vuoi, non solo gli otto che ci stanno nell’ampli. Poi passa alla vista live e suonali, con pulsanti grandi abbastanza da premerli al buio. Nessun account, nessun server: la tua libreria resta nel tuo browser.

Spark 2 e Spark NEO Chrome o Edge Windows, Mac, Linux, Android Su iPhone e iPad non funziona Gratis e open source

Cosa fa

Tre cose, e le fa tutte davanti all’ampli acceso.

Lo Spark 2 tiene otto preset alla volta, lo Spark NEO quattro. Tutto il resto — i suoni che hai costruito, quelli che ti servono solo per un pezzo, quelli che stai ancora provando — non ha un posto dove stare. Questo è quel posto.

Organizza

Tutti i preset che vuoi, con nome, categorie, note e famiglia di suono. Li legge dall’ampli, importa il preset_backup.zip dell’app ufficiale, esporta e reimporta in JSON.

Rileggere la libreria dall’ampli non cancella mai il tuo lavoro: riconosce i preset e riscrive solo la parte sonora, lasciando intatti tag, note e ordine.

Suona

Una vista Live fatta per essere usata mentre suoni, non per catalogare: banchi da otto pulsanti grandi, un LED per riconoscere il suono a colpo d’occhio.

Un preset già caricato sull’ampli si attiva all’istante; uno che non c’è viene trasmesso per intero in circa un secondo.

Regola

Un editor della catena effetti che agisce sul suono che sta suonando: giri una manopola e l’ampli risponde.

Prima di aprirsi rilegge sempre lo stato vero dall’ampli, perché se hai toccato un pomello sul pannello la verità è lì e non nella libreria. Niente viene salvato finché non lo chiedi.

La vista live, in due banchi da quattro come i LED dell’ampli.

L'editor dell'app sul telefono: la catena effetti e le manopole dell'ampli

L’app al lavoro, in inglese. Si apre su YouTube.

Guida

Come si comincia

Non c’è niente da installare e niente da registrare. Dall’ampli acceso alla prima libreria organizzata sono cinque minuti.

  1. Apri l’app e premi «Connetti»

    Il browser ti chiede quale apparecchio Bluetooth usare: scegli lo Spark 2, o «Spark NEO Control» se hai il NEO. Deve essere acceso e non collegato all’app ufficiale — un padrone alla volta. Se non lo trovi nell’elenco, il primo sospetto è quello.

  2. Lascia che legga gli slot

    Appena connesso comincia da solo a leggere i preset che hai caricato nell’ampli. Ci mette qualche secondo. Compaiono in alto, etichettati A1…B4 con i colori dei LED del pannello: rosso il banco A, verde il banco B. Sul NEO gli slot sono quattro, CH1…CH4, e l’app capisce da sola quale ampli ha davanti.

  3. Porta dentro tutto il resto

    Se usi l’app ufficiale, esporta da lì il preset_backup.zip e caricalo: entra tutta la tua collezione in un colpo. Altrimenti la libreria si costruisce man mano, con «Leggi il suono corrente» ogni volta che trovi qualcosa che ti piace.

  4. Dai un nome alle cose

    Categorie per lo stile — il gruppo, il pezzo, il genere — e la famiglia (clean, drive, acoustic) che diventa il colore con cui riconosci il preset senza leggerlo. Le note servono per quello che scopri provando: quale assolo, quale accordatura, cosa abbassare quando il locale rimbomba.

  5. Prepara i banchi per il concerto

    Un banco è una scaletta: otto preset nell’ordine in cui ti servono. I banchi che inventi tu non toccano l’ampli — i preset si caricano al momento — quindi puoi farne quanti vuoi senza il rischio di sovrascrivere gli otto che ci sono dentro.

  6. Installala, per averla anche senza rete

    Dal menù del browser, «Installa app» (o «Aggiungi alla schermata Home»). Diventa un’icona, si apre a schermo intero e funziona offline: a un concerto la rete non c’è, e non deve servire.

Prima di cominciare

Le cose da sapere

Questo progetto è nato per risolvere un problema mio e funziona sul mio ampli. Il protocollo dello Spark 2 non è documentato da nessuna parte: qui è stato ricostruito osservando, misurando e verificando sull’hardware. Alcune cose conviene saperle prima.

Su iPhone e iPad non funziona Serve Web Bluetooth, e su iOS ogni browser è obbligato a usare il motore di Apple, che non ce l’ha. Non è una scelta nostra e non c’è modo di aggirarla. Su Android, Windows, Mac e Linux, con Chrome o Edge, funziona.
Scrivere in uno slot dell’ampli non si torna indietro Quello che c’era prima è perso. Per provare un preset senza rischiare niente c’è la strada sicura, che lo fa suonare senza toccare gli otto slot: è quella che l’app usa di suo.
L’ampli si può piantare Capita con i comandi pesanti, e allora serve staccare la corrente. Non si rompe niente, ma se succede a metà di un pezzo è una seccatura: meglio scoprirlo a casa che sul palco.
Gli effetti del pacchetto Jimi Hendrix restano muti Sono l’unico contenuto a pagamento dello Spark 2, e a sbloccarli è una chiave che manda l’app ufficiale appena si connette. Basta collegare l’app ufficiale una volta e da lì in poi funzionano, anche dopo che l’hai chiusa. L’app li segna con un bollo JH, così lo sai prima di sceglierne uno e non dopo averlo sentito muto.
La libreria vive nel browser Niente account e niente server: nessun tuo dato esce di lì. Il rovescio è che se cambi browser o apparecchio non ti segue da sola. Si esporta in JSON, e per chi la usa su più apparecchi c’è un sync con Dropbox — sempre senza server di mezzo.
Lo Spark NEO funziona, con qualche differenza Lettura degli slot, vista live, editor e manopole sono provati sul NEO. Gli slot sono quattro invece di otto, e il NEO è più lento a ricevere: un preset che non è negli slot ci mette circa due secondi invece di uno. Non ancora provati: scrivere in uno slot e gli effetti Jimi Hendrix.
È provata su un solo Spark 2 e un solo Spark NEO I miei. Con un altro esemplare, o un altro firmware, non so cosa succede.

Da costruire

Il pedale

La vista live, staccata dal telefono. Un ESP32 prende i banchi dall’app via Bluetooth, se li tiene in memoria e poi è autonomo: si collega da solo allo Spark e cambia preset col piede. E adesso comanda anche il looper.

Il pedale: legno scuro, display col banco Rock Solos, quattro footswitch con i LED e il quinto a destra

Il pedale al lavoro, in inglese. Si apre su YouTube.

Va con lo Spark 2 e con lo Spark NEO: se uno dei due è acceso lo riconosce e si collega da solo. Sul NEO cambiare preset è più lento — poco più di mezzo secondo contro un quinto — ma resta usabile.

Preset col piede

Quattro footswitch per i suoni, il quinto per cambiare metà del banco senza toccare quello che sta suonando. Un LED rosso o verde dice quale suona, il display dice il nome.

I tasti banco girano fra gli slot dell’ampli, che cambiano all’istante, e fino a otto banchi mandati dall’app, che restano nel pedale anche a corrente staccata.

Il looper

Il looper dello Spark 2 coi piedi: registra e sovraincidi, annulla e ripeti, suona, ferma, cancella. Battute da 1 a 16 o libere, e il tap tempo.

Prima di registrare conta quattro tempi col click, un LED batte il tempo, e sul display un anello si riempie battuta dopo battuta.

Pedaliera MIDI

Due footswitch tenuti insieme, e diventa una pedaliera MIDI: Program Change per i preset, Control Change per gli effetti.

Via USB per il computer, in Bluetooth per l’iPad (BIAS FX).

A batteria

Una cella 18650 dentro la scatola: circa 17 ore di uso, misurate. Suona anche mentre si ricarica dalla sua presa USB-C, e il display mostra quanta carica resta.

Il pedale con un banco: suona A3 e il LED sopra il terzo footswitch è rosso
Un banco: suona A3, LED rosso per la metà A.
Il pedale nel looper mentre registra: LED rosso sul primo footswitch, il LED del tempo acceso e l'anello delle battute sul display
Il looper mentre registra: il LED del tempo batte, l’anello si riempie.

È costruito e suona. La guida spiega come rifarlo, pezzo per pezzo — componenti, schemi, montaggio, firmware — e come si usa.

La guida del pedale

La parte interessante è misurata, e non è la banda:

Caricare un preset interoMisurato
dal telefono, via Web Bluetooth1246 ms
dall’ESP32, chiedendo un intervallo di 7,5 ms326 ms
dall’ESP32, a regime178–215 ms

Il secondo che ci mette il telefono sono sedici scambi di andata e ritorno con l’ampli. Web Bluetooth non lascia toccare l’intervallo di connessione; sull’ESP32 sì, ed è tutta la differenza.

Per chi sviluppa

Il protocollo dello Spark 2, documentato

Se sei arrivato qui cercando come si parla a uno Spark 2, questa è probabilmente la parte che ti serve. È tutta pubblica, sul repository, con le catture grezze e anche le strade che si sono rivelate chiuse — così nessuno le ripercorre.

Il codice su GitHub Il protocollo, per esteso

Si apre e basta.

Niente da installare, niente da registrare, niente da pagare.

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